OLARRA'S WINERY Logroño, La Rioja, Spagna


OLARRA'S WINERY Logroño, La Rioja, Spagna, costruita all’interno della struttura di un edificio industriale. 
L’obiettivo del progetto si pone nel definire un coinvolgimento con la struttura esistente e allo stesso tempo di relazionare il visitatore agli odori e ai sapori degli ottimi vini di OLARRA. L’atmosfera che si è voluta creare richiama, con una particolare attenzione all’uso del colore, il vino, rilassa il visitatore che ha quasi l’illusione di trovarsi in un altro “ambiente”. La struttura industriale che ospita l’istallazione però non viene mai dimenticata, perchè riflessa dai vetri degli stand colorati.
L’atrio ha una forma esagonale, al piano terra invece, vi è una zona commerciale, uno spazio degustazione, e uno spazio espositivo, ed una scala, situata in corrispondenza dell’asse del volume dell’edificio preesistente che assume un valore di “connessione” dei due ambienti. 
Al livello superiore vi sono ancora zone degustazione, una sala conferenze e spazi per uffici che si affacciano sulle superfici vetrate degli spazi sottostanti. 
L'impressione sarà quella di immergersi in un calice di vino....ad ogni modo l'effetto scenografico è assicurato.



Senza trucco - le donne del vino naturale


Senza trucco è un documentario che parla di vino...anzi no, un documentario che parla di donne. Ed è proprio questo che mi intrigava di più. Quattro donne del vino, quattro momenti della della vita del vino. Elisabetta Foradori (non nascondo un debole per i vini di questa donna..), Arianna Occhipinti, Nicoletta Bocca, Dora Forsini raccontate da una donna, Giulia Graglia filmaker appassionata di enogastronomia.
I tempi sono dettati dalla natura e dal suo evolversi, dalla semina, alla potatura fino ad arrivare alla vendemmia.
Storie di donne che il vino lo vedono in modo un po' diverso e vogliono trasmetterlo in modo diverso, fuori dagli schemi preconfezionati e magari, perchè no...mettendoci quell'amore materno e passionale che solo una donna può trasmettere.
Senza trucco forse parla più alle donne che delle donne del vino, ma che comunque offre un punto di vista interessante anche agli uomini.
Da vedere...!!!

DIVino enoteca di design a Budapest



Come i funghi dopo la pioggia, luoghi sempre più alla moda, tra cui boutique hotel, club, bar e ristoranti stanno spuntando in tutto il mondo.
L'Ungheria non fa eccezione a questa tendenza. Budapest sta rapidamente riconquistando la sua vecchia magia: architettura contemporanea e progetti di design insoliti possono essere individuati in ogni angolo del centro della città in grado di sorprendere anche i viaggiatori più esperti. Grazie alla miscela unica di un ricco passato e di un presente fiorente, la città ha un'atmosfera senza pari.
Molte cose sono possibili qui che forse non sono ammesse o accettate in altre grandi capitali a causa di norme rigorose.

Questo tour particolare nel mondo del design, ci porta a prendere un drink a tarda notte al Winebar DiVino nella capitale ungherese. Questo elegante bar aperto lo scorso anno, è situato nel cuore della città, accanto alla Basilica di Santo Stefano. E 'uno dei luoghi più interessanti di Budapest: vini locali ungheresi possono mescolarsi con quelli stranieri facendovi ispirare dalle caratteristiche mozzafiato di interior design di questo locale.  Il merito va allo studio di design ungherese Suto Architetti di Interni.

Grazie alla combinazione del legno con il cemento ed un tocco di nero, Kata Suto hanno creato qualcosa di straordinario. I tavoli bassi sono un'ottima soluzione con le sedie e le panche di legno.
Un sistema di illuminazione incredibile che corre sopra il bancone.

Ottima selezione di vini ed atmosfera rilassante per degustare al meglio un buon calice di vino.









Venica & Venica ed "Il ciclo della Vite - The Vineyard cycle"




Molto bello questo video di presentazione dell'azienda Venica&Venica, di Dolegna del Collio, in provincia di Gorizia, dove il consumatore può vedere passo dopo passo l'evoluzione della vite durante l'arco di un anno.

Giampaolo Venica, winemaker di questa storica azienda del Collio, lo descrive così:

"Credo sia una maniera nuova di coinvolgere il pubblico e farlo sentire più vicino a quello che trova nel bicchiere.
Il mio lavoro vuole solo rendere omaggio a quello che veramente è importante in un bicchiere di vino, l'attenzione 365 giorni l'anno in vigneto, inteso come cura della vite e sostenibilità del dell'ambiente. Si parla tanto di vigna ma bisogna starci!"

Io, personalmente, condivido pienamente e ringrazio Giampaolo Venica per avermi segnalato questo messaggio...indispensabile, in questo mondo consumistico, dove ci dimentichiamo spesso del duro lavoro, della passione e della terra che stanno dietro ad una bottiglia di vino!



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Un vino sostenibile nasce dalla pianta che l'ha prodotto. Il metodo Simonit&Sirch.



Ciò che rende un vino unico e inimitabile è, innanzitutto, la salute della vite. Così insegnano i Preparatori d'Uva Simonit&Sirch che, dopo oltre 20 anni di osservazione e sperimentazione nelle vigne di tutta Europa, hanno definito un metodo di potatura in grado di allungare considerevolmente il ciclo di vita e la produttività dei vigneti.
L’obiettivo è quello di ottenere delle piante più sane e longeve in grado di produrre uve, e quindi vini, di qualità superiore.
Basandosi su un approccio rispettoso dei ritmi della natura e mirato sulla singola pianta, con potature sul solo legno giovane al fine di salvaguardare la salute della vite, si può parlare di una tecnica “dolce” finalizzata a garantisce uno sviluppo sostenibile ed equilibrato della pianta, senza l’ansia dello sfruttamento intensivo ed immediato che oggi guida i processi di meccanizzazione ed omologazione dei vigneti.

Per comunicare la passione e la filosofia che anima il loro lavoro, i Preparatori d'Uva hanno
realizzato un video che, attraverso immagini suggestive dei luoghi del loro lavoro, le vigne dal Nord al Sud Italia, racconta con un linguaggio chiaro e immediato la loro originale filosofia di gestione del vigneto fondata su un sapiente mix di tradizione e innovazione.

Il Metodo Simonit&Sirch è stato abbracciato con entusiasmo tanto in ambito universitario (dove la loro sperimentazione viene monitorata e studiata da tempo su un piano teorico) quanto da importanti cantine italiane e straniere, dove i Preparatori d'Uva hanno trasferito la loro esperienza ultraventennale e la metodologia di lavoro, adattandola, di volta in volta, alle diverse esigenze e specificità aziendali.

Un approccio che adesso comincia a fare “scuola”. Il progetto di Simonit&Sirch di restituire longevità alla vite ha compiuto infatti un nuovo passo avanti con la nascita della prima Scuola Italiana Permanente di Potatura della Vite, giunta al suo terzo anno di corsi. Unica nel suo genere non solo in Italia, ma a livello internazionale, è un centro di formazione permanente con corsi organizzati in partnership con importanti centri di ricerca ed università.

“A glass of Sicily”





“A glass of Sicily” , il video tutto siciliano che sta facendo il giro del web, ci invoglia a scoprire cosa vuol dire assaporare un bicchiere di Sicilia.
Il video, infatti, sotto forma di un “manuale d’uso emozionale”, ci mostra le diverse fasi che precedono la degustazione di un bicchiere di vino attraverso suggestive  immagini e metafore, in un incantevole alternarsi di forme e cromatismi, profumi e sapori, suoni e sensazioni.
Firmato Tasca D’Almerita, storica azienda vinicola siciliana, e realizzato dalla viral media company Mosaicoon, rappresenta l'isola come un vero e proprio continente al centro del Mediterraneo: un territorio dotato di un immenso patrimonio artistico, paesaggistico e culturale, in un perfetto connubio tra uomo e natura.
Una descrizione approfondita e, al tempo stesso, sorprendente della Sicilia, che scorre attraverso i suoi luoghi e personaggi più caratteristici frutto di questo profondo intrecciarsi di arte, cultura, tradizione e natura, che da sempre contraddistingue l’isola.
In questo video il messaggio è che  non si tratta semplicemente di un vino siciliano, ma un di vino fatto di Sicilia.

Sophia Coppola, i vini di Francis Ford Coppola ed il matrimonio dell'anno a Bernalda.







La regista Sofia Coppola e Thomas Mars, cantante della rock band dei Phoenix, si sposeranno a Bernalda, provincia di Matera alla fine di agosto. Sofia Coppola è anche un'appassionata di bollicine, tant'è che il padre le ha dedicato una linea di sparkling wines davvero interessante, se non altro per l'azzardata e (a mio parere) azzeccata scelta di imbottigliare un Blanc de Blancs in lattina :-)
L’evento si svolgerà a Palazzo Margherita, ora albergo a cinque stelle che Francis Ford Coppola ha realizzato nel paese dove viveva il nonno Agostino, prima di emigrare per gli Stati Uniti d’America, nel 1904. 
La lista dei grandi ospiti è lunga, non mancheranno Al Pacino, Steven Spielberg, George Lucas, Nicolas Cage cugino di Sophia, nonchè tutti gli amici intimi di Francis Ford. L’antica dimora è stata trasformata in hotel grazie al progetto di restauro bioecologico del noto interior designer francese Jacques Grange. I Coppola sono di casa nello Jonio. Da quando Francis ha scoperto la terra d’origine della sua famiglia, negli anni Sessanta, non l’ha più lasciata. 
Sofia è la prima donna statunitense ad avere ottenuto una nomination all’Oscar come miglior regista e ad aver vinto la statuetta per la miglior sceneggiatura originale con “Lost in translation”. Palazzo Margherita, dove si sposerà con Thomas Mars è uno dei gioielli della cittadina jonica. 
Francis Ford Coppola, per l’arredamento dell’hotel, si è affidato al grande Jaques Grange, che ha avuto tra i suoi clienti Yves Saint Laurent, Carolina di Monaco, Isabelle Adjani e Jacques Chirac. Il decoratore parigino si è sbizzarrito nell’abbellire gli spazi, utilizzando marmi di Carrara (di cui lui è da sempre appassionato) presenti ovunque nel complesso che ha otto stanze per i clienti (ognuna dovrebbe essere intitolata ad un personaggio celebre della famiglia Coppola).
I vini di Francis Ford Coppola
In uno dei locali al piano inferiore del palazzo, sarà creato un wine bar
Francis Ford Coppola è anche produttore di vini e le sue etichette si sono affermate nel mercato mondiale grazie ai vigneti dell’azienda californiana che possiede nella fertile Napa Valley e alla professionalità dell’enologo Scott Mc Leod, alla guida della cantina da 15 anni. Il cineasta italoamericano è un grande intenditore di vini e il suo cabernet Niebaum è al 18° posto nella classifica mondiale delle migliori etichette. A Palazzo Margherita di BernaldaCoppola senior porterà i grandi di Hollywood anche dopo il matrimonio della figlia. Gli ambienti e i dettagli architettonici delle stanze ristrutturate sono sfarzosi, vivacissimi i colori della tappezzeria con richiami anche alla tradizione magrebina. Le persone occupate nell’albergo dovrebbero essere una ventina. Una piscina è stata ricavata in una zona esterna senza deturpare il vecchio giardino, anch’esso, come tutto il palazzo, sottoposto a vincolo monumentale. Lo spazio verde, che contiene alcune specie rare di piante, è stato affidato alle cure di due super esperti arrivati dagli Usa e che in questi giorni stanno ancora lavorando. 
Sarà infatti nel giardino che Sofia e Thomas pronunceranno il “”. 
Non possiamo che augurare un brindisi per gli sposi ;)

Azienda Riccardo ed il Prosecco con la Passione per la Qualità


L'Azienda Agricola Riccardo, che ho avuto modo di conoscere un po' di tempo fa grazie ad un tour nelle splendide colline di Conegliano Valdobbiadene, è un'azienda relativamente giovane ma che ha voluto scommettere su un sistema di certificazione molto importante. 
L'Azienda Riccardo è, infatti, una delle prime aziende nella zona del Conegliano/Valdobbiadene DOC e DOCG a produrre Prosecco garantito dalla certificazione di filiera agroalimentare che documenta l'intero processo produttivo dalla vigna alla bottiglia. Questa certificazione gli consente di attestare l'integrità e l'autenticità dei vini che produce.

"Il consumatore è sempre più consapevole e attento alle origini e al sistema produttivo dei cibi e le bevande che consuma. La certificazione di filiera agroalimentare è un passo importante in quanto offre la trasparenza richiesta e necessaria alla catena alimentare. Questa certificazione (basata su ISO 22005) consente ai produttori che la scelgono di dimostrate la loro dedizione nei confronti dei consumatori, della sicurezza e della qualità dei loro prodotti ad ogni stadio del processo produttivo."
Direi che è un passo importante nel mondo del vino, in un momento in cui il consumatore richiede delle garanzie, aziende come l'Azienda Riccardo, ci offrono uno strumento di garanzia a dimostrazione che la qualità e la serietà possono essere certificate :-)

le "bolle" di fuksas per le distillerie nardini




“Fare impresa non vuol dire avere solo obiettivi e progetti - ha affermato Giuseppe Nardini, presidente della Società - ma anche sogni. E per i 225 anni della nostra distilleria avevamo bisogno di un sogno: l'architetto Fuksas ce lo ha realizzato, dandoci quelle emozioni che solo le opere frutto dell'ingegno al massimo livello sanno dare”.

Il brand leader della grappa, con circa il 25% del mercato di qualità, e una produzione di 4 milioni di bottiglie che prendono la strada dei maggiori paesi del mondo, Australia, Stati Uniti, Cina e Giappone compresi, voleva lasciare un segno qui, sul territorio. Fabbrica e museo, ....perché qui ci passano 1500 visitatori al mese!!!

Sono le “Bolle” di Massimilano Fuksas, ossia la fabbrica del futuro.
Nelle “bolle” si arriva solo attraverso una passerella in mezzo all'acqua, sembrano fluttuare nell’aria. Come gocce d’acqua sono leggere e rotonde
La loro superficie è completamente trasparente, cattura la luce e permette di focalizzare la vista a 360 gradi sul paesaggio montano del Montegrappa. Ma c’è un altro mondo, sotterraneo, nell’auditorium: cemento, acciaio, putrelle modellano sostegni e contrappesi.
“Due segni: uno raffinato, elegante, tecnologico, immateriale. L’altro brutale, dove la materia, il cemento armato, diventa epifania della forma”, sostiene Fuksas, “qui stiamo sperimentando il futuro”.

Insomma, l'architetto romano ha voluto lasciare il segno...e credo che ci sia riuscito .

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