"Per le donne il vino non è un momento intelletuale"


Leggo ora su Vino24 questo post ::
Il genere conta? Maschio o femmina? Uomo o donna? Leggendo un articolo di Jeni Port sul giornale australiano The Sydney Morning Herald sembra che il sesso abbia la sua parte. Trevor Croker, direttore marketing della Foster Wine Estate, ha voluto creare un vino espressamente per le donne. La collezione di vini si chiama Early Harvest Wines , creata dopo un sondaggio su un campione di donne tra i 27 e i 40 anni con l'intenzione di indagare che cosa le donne cercano nel vino. Nell'introdurre i vini in un comunicato stampa Croker ha scritto:

"Per le donne il vino non è un momento intelletuale"

Su °_Alice ne ho parlato in diverse occasioni, anzi, °_Alice nasce con il preciso scopo di sbirciare nel mono femminile e sul suo rapporto con il vino, ma questa poi.......

Che voleva dire esattamente Mr. Croker..????

fonte : Vino24

concorso fotografico


Un'iniziativa davvero molto simpatica e carina di questi ultimi giorni nella vinosfera, è quella proposta dall'amico Filippo Ronco su Vinix .

Un concorso fotografico dedicato alla vendemmia 2007, a cui possono partecipare tutti, dalle aziende, ai privati amanti del buon vino, ai dilettanti allo sbaraglio della fotografia...ovviamente non fotografi professionisti !

Lo sponsor del premio è il sito e-commerce Buoniatavola.it di Michele Lamanna che gentilmente ha deciso di sostenere l'iniziativa mettendo in palio una selezione dei migliori formaggi in vendita sul suo sito. Il vincitore del contest fotografico, oltre a veder promosso e pubblicizzato il suo album riceverà direttamente a casa una preziosa scatola contenente :

Mozzarella Di Bufala Campana Dop gr. 1000
Ricotta Salata gr. 300
Caciocavallo Silano Intero DOP gr. 1100
Scamorza gr. 300
Burrino gr. 250
Pecorino Canestrato di Moliterno gr. 500
Cacioricotta gr. 300
Provolone Affinato Fieno gr. 500

La scelta del vincitore sarà decretata da una giuria così composta :

- Massimo Bernardi, blogger per Gambero Rosso
- Sigrid Verbert, fotografa per Gambero Rosso
- Gianni Camocardi, fotografo professionista per Ex Vinis Veronelli

E quindi...in bocca al lupo a tutti i partecipanti, anzi....quasi, quasi ci provo anch'io ;-P

l'anima del vino _ charles baudelaire

"Dentro a questa mia prigione di vetro e sotto i rossi suggelli, verso te sospingo, o caro diseredato, o Uomo, un canto pieno di luce e di fraternità.
So bene quanta pena, sudore, e quanto sole cocente, sopra la collina in fiamme, son necessari per donarmi vita ed infondermi l'anima.
Ma ingrato non sarò, né malefico, ché provo immensa gioia quando nella gola cado d'un uomo usato dal lavoro:
il suo petto per me è una dolce tomba e mi ci trovo meglio che nel freddo delle cantine.
Odi risuonare i ritornelli delle tue domeniche e la speranza che bisbiglia dentro al mio seno che palpita?
Coi gomiti sopra il tavolo mentre ti rimbocchi le maniche, mi vanterai e contento sarai: della tua donna affascinata accenderò lo sguardo; robustezza ridarò a tuo figlio e i suoi colori, e sarò per codesto esile atleta della vita, l'unguento che rafforza i muscoli dei lottatori.
In te cadrò, ambrosia vegetale, grano prezioso, sparso dal Seminatore eterno, perché poi dal nostro amore nasca la poesia che a Dio rivolta spunterà in boccio come un raro fiore."

Charles Baudelaire

manifesto delle pari opportunità in cantina


Leggo ora, sul blog di Silvia Maestrelli proprietaria dell'azienda vinicola Villa Petriolo a Cerreto Guidi nonchè produttrice toscana doc, il manifesto delle pari opportunità in cantina.
.
Promosso da Donatella Cinelli Colombini, ha come obiettivo lo sviluppo ed il riconoscimento delle pari opportunità nel mondo del vino alle produttrici donne.
Verrà firmato il 15 di settembre a Montalcino da tutte coloro vorranno aderirvi ed appoggiarlo, ovviamente sarà riservato alle produttrici DONNE !!
Unico appunto che mi permetto di fare....visto che a noi donne non manca la creatività ed il buon gusto, beh....il manifesto, dal punto di vista grafico, avrebbero potuto studiarlo un po' meglio .

decanter.....nuove frontiere nel design

Vasi ?



Macchée........sono i decanter proposti da Riedel l.
Neri si, perché no? beh, in effetti la scelta sicuramente d'impatto per il nero va a scapito del vino, il cui colore viene oscurato.
Per cui, se proprio l'atto della degustazione vorrà essere fatto seguendo tutti i crismi, allora non si farà altro che passare alla versione in vetro trasparente e poi,....se lo dice Riedel che si può fare.... ;-)

barrique design.....????



Il carissimo Max, di Wino, l'altro giorno mi ha segnalato queste poltroncine, davvero molto carine.....ma, che c'entrano con il vino ???
Qualcuno mi dirà....potevi pubblicarele su interno4 , eh già...in effetti avrei anche potuto parlarne li, ma secondo me era opportuno segnalarle su °Alice_ ...........perchè ????
Perché queste poltroncine sono realizzate da le sedie del torchio , recuperando le barrique che ormai non servono più, quelle piccole botti in rovere che vengono utilizzate per farci riposare i vini, beh hanno una scadenza.
Insomma, qualcuno ha pensato di riutilizzare in modo appropriato le doghe in legno curvato che avevano custodito gli aromi del vino, restituendogli una nuova vita.

...riflessioni a tavola....


MESSY tablecloth
We eat whatever and wherever. We made the meal an activity of fulfilling the hunger.
We have forgotten pleasure of celebrating meals. We do not cook, we do not have time to clean, so we do not mess...
"MESSY" project brings back conception of meeting at the table. Pattern of situation, when meal is an opportunity to spend time together.

Così, AZEdesign descrivono questa curiosa tovaglia.
Una riflessione sulla tavola, e sul piacere di celebrare il momento dell'incontro...a tavola con il cibo e con chi ci fa piacere incontrare.
Questo progetto so chiama "Messy" tablecloth di AZEdesign's , ...... e il vino ????
oOops si è ROVESCIATO :-) ...speriamo non abbia macchiato la tovaglia !!!!!
.....buon appetito in compagnia di questa canzone di St. Germain !!!!

_per ascoltare basta cliccare sulla freccina :-)

rosae Mnemosis di Villa Petriolo



La fiaba delle due rose sorelle…

La storia narra di due rose sorelle una bianca e una rossa, gentili e belle, una fiaba che una nonna amorevole raccontava a due sorelline quando era il momento di coricarsi. Con il suono dolce e carezzevole della sua voce le cullava, facendole sprofondare in un sonno rassicurante e pieno di amore.

Le sorelle crebbero proprio attraverso la forza di questi ricordi così vividi nella memoria, colmi di fantasie, di sogni e di affetto.
Una di loro, Silvia Maestrelli, ha voluto produrre il suo vino proprio nel vigneto delle rose che vedeva tutte le mattine dalla finestra della sua camera. Coronando un sogno di bambina. Lo ha chiamato Rosae Mnemonis, come la mitologica Mnemosis, nata dall’amore di Gea, la madre terra e di Urano, il dio del cielo.

Così comincia la storia di un grande vino. Questo rosso, chianti D.O.C.G, 90% sangiovese e 10% merlot, si presenta con colore rubino chiaro, ciò che incanta e lo rende unico è l’intenso profumo speziato. Si presenta come un vino di grande carattere, con tannini molto equilibrati, setosi e possiede un finale elegante. L’azienda che lo produce, l’Azienda Agricola Petriolo si trova sulle colline tra il Montalbano e il corso del fiume Arno, nel comune di Cerreto Guidi (FI). La produzione è di circa 3500/5000 piante per ettaro. La vendemmia è a metà settembre. Questo vino proprio per la sua struttura importante si esprime al meglio se abbinato a salumi saporiti, primi piatti con ragù di manzo o salsiccia e con carni alla griglia.

Il Rosae Mnemonis è la prova che il vino deve essere il prodotto di grande impegno e dedizione ma soltanto attraverso l’amore e la passione questo acquisterà quelle note evocative che lo renderanno unico.
Anche nell'etichetta e nel packaging del nuovo vino, c'è una particolare attenzione e ricerca nei particolari.
Le bottiglie, infatti, sono avvolte in una velina bianca su cui è stampata la storia di questo vino, come nasce, il ricordo di Rosabianca e Rosarossae le due rose sorelle e della realizzazione di un sogno, quello di Silvia Maestrelli e di come dal vigneto delle rose che vedeva ogni mattina al risveglio dalla finestra della sua camera, sia riuscita a realizzare il suo vino.

Per sapere tutte le novità su questo vino, ma anche sugli altri vini prodotti da Silvia Maestrelli a Villa Petriolo ogni tanto andate a sbirciare sul suo blog
diVINando ......mi piace perchè fresco e spontaneo, si respira tutta la passione che questa giovane produttrice di Cerreto Guidi mette nei suoi vini.....

come cucinare bene il rostbeef all'inglese....

Dopo aver parlato di Roast beef all'inglese da profana....l'amico Stefano Buso, noto critico gastronomico, esperto in tecnologie della ristorazione e comunicazione gastronomica nonchè blogger sull' Espresso con Mangiaeabbina, gentilmente mi ha fatto notare delle imprecisioni nella cottura di questo piatto.
Ed io non ho potuto che gradire i suoi suggerimenti e le sue precisazioni, anche perchè credo che tra cucinarlo....e cucinarlo bene ci siano delle sostanziali differenze.

Pertanto ....ecco il modo giusto per preparare uno squisito Roastbeef all'inglese ::

""_Tutte le carni che debbono essere sottoposte a breve, media o lunga cottura, debbono essere prima sigillate e poi passate al forno.
La sigillatura è una tecnica che consiste nel rosolare ad un’ alta temperatura la carne senza ultimarne la cottura e poi passandola con tutto il fondo di cottura ottenuto al forno. Il pezzo di manzo da cucinare come Roastbeef (taglio intero e ben frollato ) è meglio sigillarlo su una brace o griglia caldissima e poi in forno per c.a. 40 minuti tra i 190° e i 200°.

Bagnare con vino solo dopo 10 minuti ed il vino, non deve essere da frigo; quindi far evaporare. Cosa importante: il pezzo da cucinare è meglio marinarlo dalla sera prima: in una placca da forno o pirofila la carne va aromatizzata con sedano, carote, cipolle, aglio, salvia, rosmarino, alloro, pepe, chiodi di garofano e poco vino…qualcuno mette anche due cucchiai di zucchero. Le stesse verdure delle marinatura vanno usate dopo aver sigillato la carne come fondo.

Appena tolto il pezzo di carne dalla marinatura massaggiarlo con sale e parte della marinatura e poi legare la carne in modo da renderla compatta e resistente alla cottura e iniziare a cucinarlo come descritto sopra. Verso fine cottura con un forchettone provate a vedere se esce la cosiddetta lacrima dal pezzo di carne. Il Roastbeef deve essere ben cotto all’esterno e al sangue internamente.

Fine cottura e demiglace: a fine cottura per non servire l’arrosto con l’olio di cottura; togliere la carne e nella placca aggiungere un po’ di farina 00. Cucinare a fuoco basso per minuti 3, allungando il tutto con un po’ di brodo se lo avete e poi passere il composto al frullatore e quindi al colino. Il sugo di carne così ottenuto sia chiama demiglace.
Alcuni poi aggiungono alcune gocce di Worcester Sauce o un po’ di dado, poco sale e/o del Brandy o Porto. Il liquore usato darà il nome al piatto, ergo, Roastbeef all’Inglese al Porto, al Brandy, al Prosecco._""

Grazie Stefano......
Per leggere gli interessanti post di Stefano Buso :: Mangiaeabbina oppure Edamus di Vinit.net

mangiare all'aperto e vini bianchi ..... sloveni



In estate fa caldo e non si ha voglia di mangiare in casa.
Capita spesso di mangiare fuori, e possibilmente cose fredde.
Il roast beef all'inglese è senz'altro un piatto appetitoso e leggero, da abbinare ad un ottimo vino bianco.
Sicuramente un bianco del Collio goriziano, o perchè no ....del Collio sloveno ( Brda ).
A tal proposito, suggerirei una Ribolla gialla (Rebula) di Klinec.
La ribolla gialla è un vitigno autoctono, quella di Klinec matura in botti di gelso per un anno.
Un vino delicato con una bilanciata acidità, rinfrescante ........

_ricettina ....::
Roast beef freddo con rafano e cetriolini

(per 4 persone)
800 grammi di roast beef di manzo,
una radice di rafano, (kren)
un vasetto di cetriolini sottaceto,
uno spicchio di aglio,
aceto,
zucchero,
olio extra vergine di oliva,
sale

Mettete a rosolare a fuoco vivace in una pentola con uno spicchio d'aglio schiacciato il roast beef in otto cucchiai di olio, quando la carne sarà ben dorata da tutte le parti, togliete l'aglio e ponete il roast beef in forno caldo a 200° per circa 10-12 minuti, toglietelo dal forno e fatelo raffreddare.
Per fare il kren, altro non è che una salsina piccante tipica dell'Austria e di zone dell'Italia come Trieste e Gorizia essendo al confine nord orientale, a parte grattugiate la radice di rafano, aggiungete un po' di olio, quattro cucchiai di aceto ed un pizzico di zucchero, aggiustate di sale e mescolate sino ad ottenere un composto cremoso.
Tagliate a rondelline o a pezzetti i cetriolini che aggiungerete al rafano mescolando bene, servite il roast beef freddo con la salsa a parte ed accompagnate con un calice fresco di Ribolla gialla.

Foto catalogo Tresfood