barrique design.....????



Il carissimo Max, di Wino, l'altro giorno mi ha segnalato queste poltroncine, davvero molto carine.....ma, che c'entrano con il vino ???
Qualcuno mi dirà....potevi pubblicarele su interno4 , eh già...in effetti avrei anche potuto parlarne li, ma secondo me era opportuno segnalarle su °Alice_ ...........perchè ????
Perché queste poltroncine sono realizzate da le sedie del torchio , recuperando le barrique che ormai non servono più, quelle piccole botti in rovere che vengono utilizzate per farci riposare i vini, beh hanno una scadenza.
Insomma, qualcuno ha pensato di riutilizzare in modo appropriato le doghe in legno curvato che avevano custodito gli aromi del vino, restituendogli una nuova vita.

...riflessioni a tavola....


MESSY tablecloth
We eat whatever and wherever. We made the meal an activity of fulfilling the hunger.
We have forgotten pleasure of celebrating meals. We do not cook, we do not have time to clean, so we do not mess...
"MESSY" project brings back conception of meeting at the table. Pattern of situation, when meal is an opportunity to spend time together.

Così, AZEdesign descrivono questa curiosa tovaglia.
Una riflessione sulla tavola, e sul piacere di celebrare il momento dell'incontro...a tavola con il cibo e con chi ci fa piacere incontrare.
Questo progetto so chiama "Messy" tablecloth di AZEdesign's , ...... e il vino ????
oOops si è ROVESCIATO :-) ...speriamo non abbia macchiato la tovaglia !!!!!
.....buon appetito in compagnia di questa canzone di St. Germain !!!!

_per ascoltare basta cliccare sulla freccina :-)

rosae Mnemosis di Villa Petriolo



La fiaba delle due rose sorelle…

La storia narra di due rose sorelle una bianca e una rossa, gentili e belle, una fiaba che una nonna amorevole raccontava a due sorelline quando era il momento di coricarsi. Con il suono dolce e carezzevole della sua voce le cullava, facendole sprofondare in un sonno rassicurante e pieno di amore.

Le sorelle crebbero proprio attraverso la forza di questi ricordi così vividi nella memoria, colmi di fantasie, di sogni e di affetto.
Una di loro, Silvia Maestrelli, ha voluto produrre il suo vino proprio nel vigneto delle rose che vedeva tutte le mattine dalla finestra della sua camera. Coronando un sogno di bambina. Lo ha chiamato Rosae Mnemonis, come la mitologica Mnemosis, nata dall’amore di Gea, la madre terra e di Urano, il dio del cielo.

Così comincia la storia di un grande vino. Questo rosso, chianti D.O.C.G, 90% sangiovese e 10% merlot, si presenta con colore rubino chiaro, ciò che incanta e lo rende unico è l’intenso profumo speziato. Si presenta come un vino di grande carattere, con tannini molto equilibrati, setosi e possiede un finale elegante. L’azienda che lo produce, l’Azienda Agricola Petriolo si trova sulle colline tra il Montalbano e il corso del fiume Arno, nel comune di Cerreto Guidi (FI). La produzione è di circa 3500/5000 piante per ettaro. La vendemmia è a metà settembre. Questo vino proprio per la sua struttura importante si esprime al meglio se abbinato a salumi saporiti, primi piatti con ragù di manzo o salsiccia e con carni alla griglia.

Il Rosae Mnemonis è la prova che il vino deve essere il prodotto di grande impegno e dedizione ma soltanto attraverso l’amore e la passione questo acquisterà quelle note evocative che lo renderanno unico.
Anche nell'etichetta e nel packaging del nuovo vino, c'è una particolare attenzione e ricerca nei particolari.
Le bottiglie, infatti, sono avvolte in una velina bianca su cui è stampata la storia di questo vino, come nasce, il ricordo di Rosabianca e Rosarossae le due rose sorelle e della realizzazione di un sogno, quello di Silvia Maestrelli e di come dal vigneto delle rose che vedeva ogni mattina al risveglio dalla finestra della sua camera, sia riuscita a realizzare il suo vino.

Per sapere tutte le novità su questo vino, ma anche sugli altri vini prodotti da Silvia Maestrelli a Villa Petriolo ogni tanto andate a sbirciare sul suo blog
diVINando ......mi piace perchè fresco e spontaneo, si respira tutta la passione che questa giovane produttrice di Cerreto Guidi mette nei suoi vini.....

come cucinare bene il rostbeef all'inglese....

Dopo aver parlato di Roast beef all'inglese da profana....l'amico Stefano Buso, noto critico gastronomico, esperto in tecnologie della ristorazione e comunicazione gastronomica nonchè blogger sull' Espresso con Mangiaeabbina, gentilmente mi ha fatto notare delle imprecisioni nella cottura di questo piatto.
Ed io non ho potuto che gradire i suoi suggerimenti e le sue precisazioni, anche perchè credo che tra cucinarlo....e cucinarlo bene ci siano delle sostanziali differenze.

Pertanto ....ecco il modo giusto per preparare uno squisito Roastbeef all'inglese ::

""_Tutte le carni che debbono essere sottoposte a breve, media o lunga cottura, debbono essere prima sigillate e poi passate al forno.
La sigillatura è una tecnica che consiste nel rosolare ad un’ alta temperatura la carne senza ultimarne la cottura e poi passandola con tutto il fondo di cottura ottenuto al forno. Il pezzo di manzo da cucinare come Roastbeef (taglio intero e ben frollato ) è meglio sigillarlo su una brace o griglia caldissima e poi in forno per c.a. 40 minuti tra i 190° e i 200°.

Bagnare con vino solo dopo 10 minuti ed il vino, non deve essere da frigo; quindi far evaporare. Cosa importante: il pezzo da cucinare è meglio marinarlo dalla sera prima: in una placca da forno o pirofila la carne va aromatizzata con sedano, carote, cipolle, aglio, salvia, rosmarino, alloro, pepe, chiodi di garofano e poco vino…qualcuno mette anche due cucchiai di zucchero. Le stesse verdure delle marinatura vanno usate dopo aver sigillato la carne come fondo.

Appena tolto il pezzo di carne dalla marinatura massaggiarlo con sale e parte della marinatura e poi legare la carne in modo da renderla compatta e resistente alla cottura e iniziare a cucinarlo come descritto sopra. Verso fine cottura con un forchettone provate a vedere se esce la cosiddetta lacrima dal pezzo di carne. Il Roastbeef deve essere ben cotto all’esterno e al sangue internamente.

Fine cottura e demiglace: a fine cottura per non servire l’arrosto con l’olio di cottura; togliere la carne e nella placca aggiungere un po’ di farina 00. Cucinare a fuoco basso per minuti 3, allungando il tutto con un po’ di brodo se lo avete e poi passere il composto al frullatore e quindi al colino. Il sugo di carne così ottenuto sia chiama demiglace.
Alcuni poi aggiungono alcune gocce di Worcester Sauce o un po’ di dado, poco sale e/o del Brandy o Porto. Il liquore usato darà il nome al piatto, ergo, Roastbeef all’Inglese al Porto, al Brandy, al Prosecco._""

Grazie Stefano......
Per leggere gli interessanti post di Stefano Buso :: Mangiaeabbina oppure Edamus di Vinit.net

mangiare all'aperto e vini bianchi ..... sloveni



In estate fa caldo e non si ha voglia di mangiare in casa.
Capita spesso di mangiare fuori, e possibilmente cose fredde.
Il roast beef all'inglese è senz'altro un piatto appetitoso e leggero, da abbinare ad un ottimo vino bianco.
Sicuramente un bianco del Collio goriziano, o perchè no ....del Collio sloveno ( Brda ).
A tal proposito, suggerirei una Ribolla gialla (Rebula) di Klinec.
La ribolla gialla è un vitigno autoctono, quella di Klinec matura in botti di gelso per un anno.
Un vino delicato con una bilanciata acidità, rinfrescante ........

_ricettina ....::
Roast beef freddo con rafano e cetriolini

(per 4 persone)
800 grammi di roast beef di manzo,
una radice di rafano, (kren)
un vasetto di cetriolini sottaceto,
uno spicchio di aglio,
aceto,
zucchero,
olio extra vergine di oliva,
sale

Mettete a rosolare a fuoco vivace in una pentola con uno spicchio d'aglio schiacciato il roast beef in otto cucchiai di olio, quando la carne sarà ben dorata da tutte le parti, togliete l'aglio e ponete il roast beef in forno caldo a 200° per circa 10-12 minuti, toglietelo dal forno e fatelo raffreddare.
Per fare il kren, altro non è che una salsina piccante tipica dell'Austria e di zone dell'Italia come Trieste e Gorizia essendo al confine nord orientale, a parte grattugiate la radice di rafano, aggiungete un po' di olio, quattro cucchiai di aceto ed un pizzico di zucchero, aggiustate di sale e mescolate sino ad ottenere un composto cremoso.
Tagliate a rondelline o a pezzetti i cetriolini che aggiungerete al rafano mescolando bene, servite il roast beef freddo con la salsa a parte ed accompagnate con un calice fresco di Ribolla gialla.

Foto catalogo Tresfood

fattoria san martino

Da quando mi trovo in Toscana, ho avuto modo di vedere posti meravigliosi ed incantevoli, ma anche di conoscere persone veramente interessanti che con passione ed amore fanno delle cose stupende.
Uno di questi posti meravigliosi è la Fattoria San Martino, a 800 metri fuori dalle antiche mura della cittadina di Montepulciano, in provincia di Siena.
Gode di una posizione privilegiata con il panorama che abbraccia tutta la valle, le colline circostanti oltre alla magnifica vista della città e dove vengono svolte le attività agricola/biodinamica ed omeopatica senza dimenticare lo splendido agriturismo con servizio di Bed & breakfast.



Interventi architettonici di restauro che seguono la bioedilizia, hanno fatto si che venissero utilizzati esclusivamente materiali naturali ed ecologici.
Ma la cosa più stupefacente di questo posto è l'armonia che si crea con l'ambiente circostante, fatto di infiniti dettagli che ci riportano al rispetto verso la natura e che si esprimono anche nella scelta di costruire una piscina, anzi no, un Biolago dove potersi tuffarsi in un’acqua totalmente priva di prodotti chimici o riposarsi sotto le fronde di olivi secolari......



Tutti i prodotti della fattoria, che con i suoi 5 ettari produce zafferano, olio extravergine d'oliva, miele, erba medica e cereali, si fondano sul metodo biodinamico/omeopatico.
Gli altri prodotti selezionati dalla fattoria, vini compresi, sono rigorosamente biologici.





per informazioni ::
Bioagriturismo Fattoria San Martino-Via Martiena,3-53045-MONTEPULCIANO Tel.Fax +39 0578 717463

Fattoria San Martino.

etichette, etichette.....etichette vino



Giochino dell'estate.... ::
_Quale etichetta, di queste selezionate, vi piace di più ?
_Quale vi colpisce maggiormente ?
_Quale secondo voi è più in sintonia con il terroir ( fvg ) ?

buon divertimento ......

rosso non è solo un colore...a Villa Petriolo




Il 28 giugno, a Cerreto Guidi in Toscana, si è tenuta la serata di premiazione del premio letterario "I paesaggi del vino" organizzato dall'azienda Villa Petriolo....a cui ho potuto partecipare, grazie al cortese invito della splendida Silvia che da poco ha inaugurato il suo blog diVINando.
Non posso che complimentarmi per la splendida serata, durante la quale i testi dei vincitori sono stati letti pubblicamente e che aveva come tema predominante il colore rosso.
Rosso non è solo un colore....era infatti il punto di partenza da dove far scorrere la serata, per giungere alla presentazione del nuovo vino prodotto da Villa Petriolo, RosaemnemoSIs .

Così viene presentato dal Silvia Maestrelli :
_Il nuovo vino è frutto della selezione dell’uva di un singolo vigneto che ci ha sorpreso per le sue peculiarità e che intendiamo dividere con gli amici di Petriolo.. Il vino ha una spezia e una profondità non comuni, tannini di seta, finale elegante, carattere e razza.
Il vino che nasce ha alle spalle un impegno al ‘femminile’ nel coltivare un sogno.
L’impegno mio e di mia sorella Simona, che tornate nei luoghi dove giocavamo da bambine, è stato quello di dare vita ad un prodotto che porta l’energia dell’amore.
Come una fiaba, come la storia delle due sorelle RosaBianca e RosaRossa, che fa da accompagnamento alla comunicazione del vino._

Veramente una splendida azienda che sa cosa vuol dire fare comunicazione, ma che soprattutto mette la passione e l'amore per i propri vini e per il proprio territorio come punto di partenza imprescindibile.

...ed il packaging dell'acqua ???

Ma si dài....fa caldo, beviamoci un buon bicchierone d'acqua.
Se poi la bottiglia è anche bella da vedere e da toccare, beh, anche meglio no...????

A voi, quale pice di più........????

dal 22 al 25 giugno ... festa del prosciutto di San Daniele



La festa del prosciutto di San Daniele apre la sua XXIII edizione il 22 giugno alle ore 19.00, si tratta senza dubbio di un evento culturale, turistico e gastronomico di rilevanza internazionale.
Dal 22 al 25 giugno l’intero centro storico di questo antico borgo medioevale, nel cuore del Friuli in provincia di Udine, si trasforma in una grande sala di degustazione: le strade di San Daniele ospitano numerosi stands dove degustare il prosciutto friulano, esaltato nel gusto dall’abbinamento con i migliori vini della Regione.
La produzione del prosciutto crudo San Daniele avviene esclusivamente all’interno del territorio comunale di San Daniele.
Le cosce vengono lavorate fresche e devono conservare il tipico zampino, utile per il drenaggio dell’umidità dal prosciutto.
Nel ciclo di produzione la prima operazione è la salatura che viene fatta utilizzando esclusivamente sale marino, seguono il raffreddamento, la rifilatura, la salgione, la pressatura con cui viene conferita al prosciutto di San Daniele la tradizionale forma a violino, poi si continua con il riposo, il lavaggio, l’asciugamento, la sugnatura - fatta con grasso di maiale, farina e in alcuni casi cannella e paprika.
Il prosciutto prima di essere messo in commercio deve stagionara per un minimo di 12 mesi. Alla fine si ottiene un prodotto straordinario, con una eccezionale fragranza, succulenza.
La sua discreta grassezza e sapidità lo consigliano in abbinamento con un vini bianchi di corpo come un Pinot Bianco Doc o un "Tocai" friulano del Collio goriziano .
Se siete di passaggio da quelle parti, consiglio vivamente di andare a fare un giretto.... il programma completo della manifestazione, lo potete trovare QUI su questo blog di viaggi ed escursioni nel nord est d'Italia. Il blog si chiama purple stain e come icona, sull'header del blog troneggia una splendida fiat 500 azzurra ..... non potevo, pertanto, mancare di segnalarlo !!!!